Domenica, 08 Maggio 2016 00:00 Scritto da
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Le origini del paese sembrano risalire al tempo della seconda guerra punica e riguardo al suo toponimo sono state ipotizzate 2 teorie: La prima sostiene che il nome Camposano scaturisca da un tempio dedicato al Dio Giano denominato Campus Jani. La seconda teoria ritiene invece che il nome sia legato al ricordo dei profughi nolani i quali rifugiatisi in questo luogo durante una pestilenza, trovarono salvezza e salute: da qui il nome "Campo sano",Altra teoria fa risalire il toponimo ad un nomen romano, ovvero "Campasius", che forse aveva dei possedimenti terrieri nella zona dell'attuale centro abitato il comune sorge costeggiando il percorso dell'antico fiume Clanio, che oggi costituisce il confine tra Camposano e Cicciano, conservando ancora alcune tracce della centuriazione romana con la classica pianta a scacchiera.

Prime attestazioni di una frequentazione del territorio risalgono orientativamente al periodo del I secolo a.C.-I secolo d.C. grazie al ritrovamento di alcuni cippi funerari romani, alcuni dei quali presumibilmente incassati nella pavimentazione della chiesa della Santa Croce mentre di uno di essi, ritrovato dallo storico G.Remondini presso la "Congregazione" (Chiesa del Rosario), è ignota l'attuale ubicazione.

Vi sono inoltre alcune porzioni di colonne romane, una delle quali utilizzata come basamento per la statua di San Gavino posta nella villetta comunale di nuova costruzione. Le prime notizie su Camposano risalgono al 1308, quando il luogo era un semplice agglomerato di case; questo piccolo villaggio però, crebbe con molti rifugiati che appunto preferirono l'aria pura della campagna; così da un centinaio di persone il numero salì progressivamente.

Un particolare momento florido si ebbe nella seconda metà del '700 con la realizzazione della strada principale che collega (ancora oggi) Camposano ai vari centri dell'Agro nolano, il toponimo "Camposano" ha subito vari mutamenti negli anni, è infatti attestato verso la metà del '700 come "Campasano" nell'opera di Gianstefano Remondini, all'interno della quale vi è una descrizione delle varie epigrafi romane ritrovate sul territorio del comune, inoltre in altri documenti tra cui un resoconto militare e un'illustrazione della Diocesi di Nola esso compare menzionato come "Campassano".

In una descrizione del 1798 riguardante il regno delle due Sicilie esso è così menzionato:"Casale, Diocesi di Nola, feudo di casa Mastrilli, d'aria buona, fa di popolazione 2018".

Nell'autunno del 1842 la prima divisione dell'esercito regio, comandata dal Maresciallo di campo Lecca, occupò la zona dislocando 7 battaglioni di fanteria della brigata del tenete Wonderweid sul territorio di "Campassano".

San Gavino è il patrono di Camposano, ma notizie certe non sono pervenute. Si sa comunque, che San Gavino Martire era "Capitano Generale" di Cavalleria al quale venne ordinato, dal Presidente Barbaro, di custodire due prigionieri: Proto e Gianuario. Durante la prigionia, Gavino fu profondamente colpito dalle idee di carità e di amore di cui quei due prigionieri si erano fatti portatori, fino al punto di liberarli. Quando Barbaro seppe la notizia della loro liberazione ordinò la decapitazione di Gavino. Molti fedeli di Camposano affermano di aver ricevuto "grazie" per l'intercessione del Santo.

L'11 settembre 1802 nacque a Camposano il frate francescano Giambattista Siciliani, che occupò la carica di Vescovo della diocesi di Capaccio-Vallo dal 20 giugno 1859, giorno della sua nomina.

Fonte: www.wikipedia.it

Letto 1123 volte Ultima modifica il Venerdì, 11 Novembre 2016 18:00
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